Le ceramiche Pesaro

Pesaro
seconda metà del XIX secolo

Il percorso espositivo di palazzo Ciacchi destinato alla ceramica, privilegia la maiolica ottocentesca e documenta lo storicismo eclettico che connota la seconda metà del XIX secolo. Tutti i manufatti fanno parte delle collezioni di Vittoria Toschi Mosca; la maggior parte di essi proviene infatti proprio dalle città cui la marchesa era legata da vincoli affettivi e patrimoniali, e cioè Pesaro, Gubbio e Napoli. La sezione dedicata a Pesaro ospita tre anfore e due moretti, oggetti di grandi dimensioni concepiti con funzione ornamentale, che arredavano in modo solenne e scenografico la dimora della nobildonna. Le anfore istoriate - di officina pesarese e databili tra il 1875 e il 1885- raffigurano episodi mitologici: il condottiero ebreo Giosuè alla conquista della Palestina nell’atto di fermare il sole, il Giudizio di Paride, un corteo di divinità marine. Le due plastiche di tipico gusto orientale - due moretti che probabilmente sorreggevano un vassoio - provengono invece dalla fabbrica pesarese Nicoletti e Compagni e risalgono agli anni 1870-1885.

Le ceramiche Area campano-calabrese

Area campano-calabrese
seconda metà del XIX secolo

  Il gruppo di maioliche presumibilmente di area campano-calabrese si connota per una forte ispirazione veneziana: si tratta di due vasi a palla di grandi dimensioni e due albarelli, contenitori usati nelle farmacie per riporre le spezie. Entrambe le tipologie sono decorate a fogliami e fiori su fondo blu e raffigurano semibusti di soldati in diverse pose, collocati dentro riserve. Fa eccezione un vaso in cui non compaiono uomini in divisa ma un giovane e una donna abbigliati in costumi popolareschi. Le ceramiche sono databili tra il 1850 e il 1885, anno del lascito della marchesa Vittoria Toschi Mosca al Comune di Pesaro.

Le ceramiche Napoli

Napoli
seconda metà del XIX secolo

  La maiolica realizzata a Napoli è documentata nelle raccolte dei Musei Civici pesaresi grazie al lascito della marchesa Mosca che nel capoluogo campano possedeva un villino, acquistato forse per mantenere i contatti con la città da cui proveniva la nonna, la principessa Beatrice Imperiali. La sezione di palazzo Ciacchi comprende cinque manufatti caratterizzati da applicazioni zoomorfe e decorazioni a rilievo. La coppia di anfore con anse antropomorfe poggiate su piedistallo circolare, è decorata con scene di battaglia al centro. I due vasi a forma di navicella si reggono su zampe zoomorfe e presentano delle figure femminili alle estremità. Spicca per la grandiosità del modellato, un’anfora su piedistallo a base triangolare con motivi in rilievo. Tutti gli oggetti sono molto probabilmente attribuibili a Gaetano Battaglia della manifattura Raffaele Mosca & C. e sono stati realizzati tra il 1850 e il 1885.

Le ceramiche Gubbio

Gubbio
seconda metà del XIX secolo

  Accanto a Pesaro e Napoli anche Gubbio è una delle ‘città della marchesa Mosca’. A partire dal XV secolo, il centro umbro deve prestigio e celebrità alla sua produzione più rappresentativa: il lustro, tecnica particolare che impreziosisce la ceramica con ‘speciali’ riflessi metallici. Le maioliche a lustro qui allestite sono appunto attribuibili all’ambito di Gubbio: i due piatti e la coppa con decorazioni tipicamente eugubine sono da ascrivere molto probabilmente alla manifattura di Giovanni Spinaci. Incerta l’attribuzione del vassoio umbonato che oscilla tra la fabbrica di Giovanni Spinaci e la Società Fabbri e Carocci. Sono invece opera di Antonio Passalboni - ceramista operante a Gubbio nella seconda metà dell’Ottocento - le targhe a carattere religioso: il tabernacolo con la Madonna e il Bambino inseriti con grazia in un paesaggio, il tondo raffigurante la Madonna della Seggiola, infine l’altare con colonne e timpano spezzato diviso da un fregio che contiene una mattonella incastrata dove si riconoscono i Santi Mariano e Giacomo.

Orario:

Ingresso gratuito su prenotazione.

Telefono: +39.0721.3831
Fax: +39.0721.65022

Confindustria
Pesaro Urbino
Palazzo Ciacchi
Via Cattaneo, 34
61121 Pesaro
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