Ritratti

scuola marchigiana,secoli XVII-XVIII

Tra i ritratti selezionati dalle ricchi collezione dei Musei Civici se ne segnalano in particolare alcuni raffiguranti illustri personaggi pesaresi e marchigiani che ricoprirono cariche di prestigio in ambito ecclesiastico e politico.

Di anonimo pittore dell’Italia centrale è il Ritratto del cardinale Fabio degli Abbati Olivieri (Pesaro, 1658 - Roma, 1738), identificabile dall’iscrizione presente nella missiva che reca nella mano destra e dal confronto con l’affresco di Giannandrea Lazzarini che lo ritrae in una delle sale di palazzo Olivieri. Cugino per via materna di papa Clemente XI Albani, creato cardinale nel 1715 a seguito di una brillante carriera ecclesiastica, fu anche raffinato collezionista d’arte. La sua quadreria personale - di cui faceva probabilmente parte il ritratto esposto - confluisce nell’eredità Machirelli Giordani con il fidecommesso di Annibale degli Abbati Olivieri e di lì alle raccolte civiche pesaresi.

Il Ritratto del cardinale Domenico Passionei (Fossombrone, 1682 - Roma, 1761) - prefetto della Biblioteca Vaticana e colto collezionista di antichità - è una copia con alcune varianti del ritratto del prelato dipinto da Sebastiano Ceccarini (Fano, 1703 - 1783) nel 1738 e ugualmente conservato nei depositi dei Musei Civici. Pervenne alle raccolte civiche attraverso quella parte dell’eredità della famiglia Passionei entrata nell’asse patrimoniale della casata Toschi Mosca. Il ritratto esposto è probabilmente attribuibile a Giuseppe Ceccarini che sulle orme paterne si specializzò proprio in questo genere pittorico e del quale sono note altre copie tratte dal più illustre genitore.

A Sebastiano Ceccarini invece, ritrattista ufficiale della nobiltà fano-pesarese, ma particolarmente apprezzato anche a Roma, va probabilmente attribuito il Ritratto del marchese Carlo Mosca. Il nobiluomo e letterato pesarese, antenato della marchesa Vittoria Toschi Mosca, reca in mano le ‘Novelle letterarie’ con data 1755, chiara attestazione del suo ruolo di intellettuale.

Alla prima metà del ‘600 appartiene infine l’interessante Ritratto di ecclesiastico, caratterizzato da accentuati contrasti luministici di ascendenza caravaggesca e dubitativamente ascrivibile all’ambito di Giovanni Francesco Guerrieri (Fossombrone, 1589 - Pesaro, 1657).

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