Giovanni Francesco Mingucci

Pesaro, prima metà del XVII sec.

Giovanni Francesco Mingucci pittore naturalista, scenografo e cartografo, del quale non possediamo notizie biografiche particolareggiate, è ricordato dallo storiografo bolognese Carlo Cesare Malvasia (1678) tra i collaboratori di Giovanni Lanfranco nella decorazione della cupola di Sant’Andrea della Valle a Roma (1621). I cronisti contemporanei dell’artista menzionano inoltre la sua partecipazione alla realizzazione dei perduti apparati effimeri allestiti a Pesaro nel 1621 in onore di Claudia de’ Medici in occasione delle nozze con Federico Ubaldo Della Rovere, figlio di Francesco Maria II, ultimo duca della dinastia. Nel contesto di queste spettacolari scenografie il Mingucci dipinse le vedute prospettiche di Pesaro e di Roma.

L’artista operò inoltre a Roma presso la corte papale di Urbano VIII Barberini, per il quale illustrò ad acquerello il codice Stati, domini, città, terre e castella dei serenissimi Duchi e Prencipi Della Rovere tratti al naturale (1626; Codice Barberiniano 4434), importante testimonianza della realtà paesaggistica marchigiana del XVII secolo in anni immediatamente precedenti la devoluzione del ducato roveresco allo Stato Pontificio.

Attraverso il confronto con le illustrazioni di questo codice è possibile riconoscere nelle tele qui esposte quella particolare propensione dell’artista per le ampie vedute paesaggistiche a volo d’uccello, nonché quella vivacità di tocco e quel gusto quasi bozzettistico che caratterizza le figure umane che popolano i suoi paesaggi. In particolare le tre vedute di ville pesaresi del Mingucci qui esposte rimandano all’illustre precedente fiorentino delle lunette raffiguranti le vedute prospettiche delle ville medicee dipinte dal fiammingo Giusto Utens negli ultimi anni del ‘600.

Orario:

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